Mobbing e patologie correlate: dall’assistenza alla persona al risanamento aziendale

il mobbing è una morsa

“Mobbing e patologie correlate: dall’assistenza alla persona al risanamento aziendale” era il titolo dell’intervento di Nunzia Pandoli al Convegno “Il mobbing come ipotesi di discriminazione: tra percorso normativo e azioni concrete” svoltosi nel 2006.
Sono passati tanti anni, ma molte delle cose dette in quell’occasione valgono ancora oggi.
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Disagio lavorativo e disturbi cognitivi: gli studi sui danni alle strutture cerebrali

I disturbi cognitivi (quali i danni alla capacità mnemonica, per esempio) sono patologie frequenti tra le persone che subiscono condizioni di grave disagio sul lavoro. I risultati degli studi in corso sono stati sintetizzati dal Dott. Giovanni Nolfe, responsabile del centro di riferimento per le psicopatologie da mobbing della Regione Campania, nella sua relazione al convegno del 17 marzo scorso a Firenze.

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Il centro clinico di Napoli: attività, dati e patologie rilevate

Le attività svolte dal centro clinico di riferimento della Regione Campania, e i dati sui pazienti da esso seguiti, sono stati l’oggetto della 2a parte dell’intervento del Dott. Giovanni Nolfe, Responsabile Struttura Centrale Psicopatologia da Mobbing e Disadattamento Lavorativo ASL Napoli 1, al convegno del 17 marzo scorso a Firenze.

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Stress e ben-essere sul lavoro: proposte per abbassare i costi umani, sanitari e aziendali

Ansia, depressione, insonnia, malattie psicosomatiche sono sintomi di profondo mal-essere in coloro che vivono situazioni di disagio sul lavoro. Sono la conseguenza di patologie delle organizzazioni, private e pubbliche. La crisi ha aggravato ed esteso il disagio a tutti: coloro che rischiano di perdere il lavoro, quelli/e che rimangono, quelli/e che convivono con la precarietà.

Negli ultimi anni il consumo di psicofarmaci è aumentato del 310%. Tutto questo ha gravi conseguenze: per le persone e per gli equilibri delle famiglie: la famiglia è l’unica, vera ancora di salvezza ma, fiaccata dalla crisi, non ha risorse per un supporto adeguato per le aziende: dipendenti incerti del futuro, demotivati, depressi, malati, hanno prestazioni di basso livello, sono meno produttivi, meno efficaci e meno efficienti; la sfida della competitività è persa in partenza per la società: se aumentano i malati, crescono i costi sanitari proprio quando le risorse pubbliche diminuiscono, costringendo a sottrarre ulteriori quote da altri servizi essenziali. Tutto ciò è profondamente iniquo, perché aggrava le disuguaglianze.

La politica deve indirizzare le scelte strategiche per il benessere dei cittadini e favorire le iniziative che comprimono gli sprechi e promuovono la salute lavorativa sulla base delle normative, valorizzando le positive esperienze già operanti nel territorio.

Il convegno ha portato contributi di riflessione su questi temi e avanzare proposte di sistema in due direzioni connesse tra loro: la valutazione del rischio stress che tutte le aziende e gli enti devono effettuare entro il 31/12/2012 ai sensi del D.Lgs.n.81/2008 come occasione imperdibile per migliorare l’organizzazione del lavoro, tutelare la salute dei lavoratori e delle lavoratrici e favorire i risultati aziendali, invece che come obbligo burocratico il ruolo del sostegno psicologico nel rafforzare le risorse personali che consentono di affrontare il disagio e le incertezze del futuro.

Siamo felici di constatare che il convegno ha promosso la riflessione su queste tematiche e incentivato le proposte d’azione grazie alla competenza dei relatori e alla partecipazione del pubblico.

Scarica il programma per scoprire gli interventi:

Programma convegno 17 marzo 2012 Stress Benessere Lavoro

Stress e salute nel lavoro: quali interventi per organizzazioni sane e produttive

Sabato 26 marzo 2011, presso il Salone de’ Dugento in Palazzo Vecchio a Firenze, si è tenuto il convegno “Stress e salute nel lavoro: quali interventi per organizzazioni sane e produttive”.
Numerosi gli intervenuti, apprezzatissimi i competenti relatori.

Convegno sulla salute nel lavoro

Le direttive europee accolte nel D. Lgs 81/08 Programma obbligano il datore di lavoro ad effettuare la valutazione del rischio stress nella propria organizzazione.
Ciò viene vissuto più come un obbligo, un adempimento burocratico, un costo ulteriore in un momento già difficile per le aziende.
La maniacale attenzione ai costi avviene spesso a scapito del capitale umano creando od aggravando condizioni lavorative insicure e stressanti.

Alti livelli di stress nelle organizzazioni aumentano il rischio di incidenti sul lavoro, facilitano fenomeni come il mobbing e, in generale, rendono l’ambiente di lavoro più sofferto e meno motivante. I lavoratori stressati sono molto meno produttivi.
Al contrario, come ampiamente dimostrato, sono gli investimenti sul capitale umano che
creano reale valore aggiunto per l’azienda e successo a lungo termine.

La valutazione del rischio stress è un’occasione per rivedere l’organizzazione del lavoro, evidenziare le possibilità di salvaguardare la salute dei lavoratori nelle imprese e di aumentare, nello stesso tempo, i risultati aziendali.
Il convegno intende fare il punto sulla situazione legislativa nazionale e in Toscana, sul ruolo degli organi di vigilanza deputati al controllo della salute nei luoghi di lavoro e su prassi virtuose di valutazione del rischio stress lavoro-correlato.

E’ prevista la partecipazione di esperti nei vari settori di intervento.
Testimonianze di rappresentanti di enti, imprese e cooperative illustreranno i benefici ottenuti con una valutazione attenta del rischio stress e le azioni di miglioramento intraprese.
L’incontro sarà occasione di confronto e di spunto per interventi non invasivi, ma efficaci, per la salute delle persone e delle aziende.

Per il programma degli interventi e altre informazioni segui il link:

Programma convegno 26 marzo 2011

Dal disagio al benessere lavorativo. Quali interventi per organizzazioni sane ed efficaci?

CONVEGNO del progetto LAVORO SERENO
PALAZZO VECCHIO Sala della Miniatura Piazza della Signoria, 1 Firenze

Mentre i mutamenti socio-economici del mondo globalizzato sembrano mettere in discussione le tutele dei lavoratori e persino i principi fondanti della nostra Costituzione, assistiamo a segnali in controtendenza.

Le direttive europee, le novità apportate dal D.Lgs. 81/2008 in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e i vantaggi competitivi ottenuti dalle organizzazioni che più investono sul proprio capitale umano, spingono a ripensare il lavoro come nodo nevralgico per il benessere delle persone e per i risultati delle aziende stesse. D’altra parte è chiara la relazione tra stress generato da un’organizzazione del lavoro disfunzionale, spesso intrisa di relazioni conflittuali, e assenteismo, caduta di produttività, incidenti e malattie croniche, con i costi diretti e indiretti, aziendali e sociali, che ne derivano.

A partire dal 1° agosto 2010 i datori di lavoro sono chiamati a valutare e a gestire il rischio stress legato all’attività lavorativa e a progettare azioni per prevenirlo. Il convegno presenta metodi per intervenire sui rischi psicosociali che hanno gravi ripercussioni negative e mette in risalto il ruolo delle organizzazioni nel costruire nuovi equilibri a beneficio delle persone e dell’efficacia aziendale. E’ un ruolo che va oltre gli adempimenti di legge e la responsabilità etica, a cui pure sono chiamate, perché indirizza le risorse a vantaggio dell’organizzazione.

Scarica il programma per scoprire gli interventi:

Programma convegno 13 marzo 2010