Il sostegno dell’assessora Funaro al convegno “Risposte al disagio lavorativo”

Assessora Sara Funaro

Il saluto dell’assessora del Comune di Firenze, Sara Funaro, ha dato il via ai lavori del convegno “Risposte al disagio lavorativo: Leggi regionali, centri di riferimento, autoaiuto” che si è tenuto sabato 16 marzo 2019 a Firenze.


Cominciamo, con questo articolo, a raccontare tutto il convegno, i contenuti espressi nelle  relazioni e nella tavola rotonda e le conclusioni.

Ringraziamo vivamente l’assessora Funaro per la presenza, per la condivisione dei nostri intenti e il sostegno alle attività dell’associazione Gli Amici di Daniele e alla presidente, Alba Giovannetti.

 

  

“Buongiorno a tutti. Sono qui in veste d’assessore al welfare, al sociale e alla sanità e, quindi, quelle di cui parlate sono tematiche che io vedo dall’altra parte.

Quando ci sono situazioni di stress da lavoro, di mobbing, di logoramento da lavoro, soprattutto quando si tratta di lavori molto stressanti, vediamo che si creano situazioni che, se non vengono prese per tempo, rischiano di diventare irreversibili, fino ad eventi drammatici. Ma non solo.

Diventano irreversibili anche per il modo in cui le persone si trovano costrette a condurre la propria vita, con tutta una serie di fragilità che rischiano poi di sviluppare patologie vere e proprie che condizionano poi la vita quotidiana.

Questo è un tema al quale tengo particolarmente. Non solo come assessore, ma per quella che era la mia vita professionale precedente perché mi occupavo di supervisione in alcuni luoghi di lavoro che erano sottoposti ad uno stress molto, molto elevato.
Quello che abbiamo visto è che in alcune situazioni si manifestano sindromi depressive o persecutorie che rischiano di diventare molto importanti e spesso irreversibili, se non vengono affrontate in tempo.

Funaro con Alba

Cosa può fare l’istituzione per il benessere nei luoghi di lavoro

Ecco, io penso che compito delle istituzioni sia cercare di lavorare non solo per il benessere dei propri dipendenti, ma di lavorare tutti insieme, con il mondo delle associazioni, per sensibilizzare anche tutte le realtà del privato e gli altri enti e fare così in modo che in ogni luogo di lavoro ci sia la giusta attenzione sia per le condizioni di parità (le donne sono spesso il primo anello debole, perché l’essere donna oggi ha delle criticità che devono essere affrontate in modo più determinato) sia affinché ci siano dei punti di riferimento in grado di cogliere subito i segnali su cui intervenire per tempo.

Lavorare in quest’ottica vuol dire lavorare per gli individui ma anche per il benessere della collettività.

Questo è un obiettivo istituzionale, etico e morale e ringraziamo l’associazione gli Amici di Daniele per il suo impegno in questa direzione.


Sussidiarietà: la collaborazione tra enti del terzo settore
 e istituzione

Ovviamente il tema è quello della sussidiarietà, sul quale è aperto un dialogo con tutte le associazioni del territorio.
Spesso parliamo di sussidiarietà con grande leggerezza. Se per sussidiarietà si intende, come va intesa, la collaborazione tra il mondo dell’associazionismo, del terzo settore, e mondo delle istituzioni, ci sono spazi per poter lavorare nel futuro.

Nuovi luoghi in città per le associazioni

Non so se avete visto poco tempo fa l’intervista del sindaco in cui diceva che stiamo lavorando per avere degli immobili da dedicare al mondo delle associazioni.
Questo non solo per dare un luogo fisico, oltre a quello che già hanno, dove le associazioni si possano incontrare ma perché un’associazione che è all’interno delle istituzioni può ovviamente collaborare in maniera più stretta e portare risultati maggiori.

Per ciò che riguarda la concessione delle sale per gli eventi che voi fate, come vi abbiamo sempre sostenuto, continueremo a sostenervi e ci sarà sempre la massima disponibilità da parte nostra perché riteniamo che è compito delle istituzioni stare accanto ad associazioni che fanno un lavoro serio come quello che fate voi.”

Nei prossimi giorni pubblicheremo il resoconto di tutti i principali interventi.

Testo a cura di Nunzia Pandoli

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